Venezia, perla senza tempo, ha il potere speciale di confondere realtà e illusione, sospesa com’è tra acqua e cielo, dotata di un’architettura dall’altissimo livello scenico, e di una luce mutevole che accende l’acqua dei canali, i marmi delle facciate dei palazzi e le velature delle corti e delle calli.
Il potere immaginifico di Venezia si mostra nella creazione artistica artigianale del vetro di Murano: e quando incontra l’esperienza personale di un artista di fama internazionale che si innamora della materia vivente del vetro stesso e che sceglie di fare casa e laboratorio a Murano, abbiamo modo di ammirare l’interpretazione unica, tra realtà e fantasia delle sue creazioni di vetro.
Aristide Nejean, artista eclettico curioso e versatile verso ogni forma artistica incontra Venezia che lo incanta col fascino dell’arte vetraria di Murano; nel 1986 si cimenta nell’apprendimento delle tecniche vetrarie nella Fornace del grande maestro Mario Badioli, assorbendo i segreti di lavorazione, imparando con passione dalla collaborazione in ambito pittorico con il maestro. La fornace diventa rifugio creativo per Dejean che si apre alle collaborazioni con architetti e designer, come Starck e Koolhaas.
La materia viva vetrosa fusa diventa attraverso lo sguardo di Aristide, opera d’arte fantastica, adatta alla collezione, all’arredo e all’illuminazione di luoghi differenti ed eleganti, ville, palazzi, luxury hotels e istallazioni.
La luce accende l'arte: La Verrerie de la Cathédrale
La luce accende l'arte: La Verrerie de la Cathédrale
La fornace del Maestro vetraio Alfredo Barbini, edificata negli anni ’60, diventa dal 2015 con Aristide, la Cathédrale splendido esempio di commistione di architettura, paesaggio ed arte nel cuore di Murano, luogo di aggregazione culturale e creativa, fucina di idee e arte.
L’apparato architettonico industriale della fabbrica con dettagli dal carattere gotico è impreziosito da ampie vetrate colorate che filtrano la luce naturale, vero elemento necessario per il nucleo artistico interno, che sono i forni di cottura del vetro: la struttura contiene contemporaneamente lo spazio di lavoro ed uno spazio espositivo perfettamente adatto per eventi culturali a sfondo artistico, conoscitivo ed esperienziale, anche culinario, vista la vocazione di molti pezzi al decoro funzionale della tavola.
Una simile architettura, inserita al centro di un giardino ampio, impreziosito di opere fantastiche e dall’immediato impatto immaginativo, fa nascere spontaneamente la sensazione della giocosità intellettuale e della sorprendente concretezza del vetro. Nelle sale e nelle gallerie si incontrano opere di intensa diversità, accomunate dalla magnificenza di colori che la luce di Venezia, sapiente artigiana di creatività, sa accendere.
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